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Agira: Luogo del vivere, del conoscere, dell’incontrare

Un luogo dove la mente si rilassa e riemerge il lento ritrovarsi, il lento conoscersi. In un’isola, la Sicilia, che propone la storia, le forti emozioni, la vigorosa coesione tra la natura e l’uomo. Un paese che ritrova il suo borgo, la sua anima antica, la sua storia. Qui un gruppo di amici ha fortemente voluto recuperare luoghi, tradizioni e voci.

Un progetto di rivalorizzazione atto allo Slow Living, dove la materia umana e la natura forte e solare si incontrano per restituire energia a mente e corpo. La volontà di ritorno a tempi andati, pur nel contesto attuale di modernità, caratterizza il progetto culturale di Case al Borgo: un antico borgo a tre quarti d’ora dalle spiagge dorate, rinasce perché ha trovato in amici innamorati di quel luogo il proprio rinascere. Ricreare un ambiente felice dove la macchina è lasciata lontana dal luogo di casa, li in mezzo ad orti, con il mare nel punto lontano, l’Etna innevato come un quadro giapponese. Sotto, nella piana, colline che rimandano paesaggi toscani e langaroli, con il grano che passa dal verde intenso al giallo abbagliante, le ginestre occhieggianti, la zagara che inebria, i pendii scoscesi su cui pascolano pecore e mucche brade. Fichi d’india si stagliano nell’orizzonte come marziani discesi a godersi la luce. Sapori, cultura, racconti.

Tutto questo si ritrova nelle stanze, nelle botteghe, nell’enoteca, a bordo piscina. Luoghi di cibo, evocati sapori e tradizioni secolari. Gustare un gelato guardando la piana infinita ondeggiante e silente, sarà come rinnovare il galoppo dei cavalli arabi dell’invasore.

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Un paese leggendario sospeso tra passato e futuro

Cittadina situata sul declivio del monte Teja (800mt), è uno dei centri più interessanti della provincia di Enna. Agyrion, città sicula, divenne colonia greca nel 339, sotto Timoleone corinzio, giungendo a grande prosperità. Decadde sotto i Romani.Fu evangelizzata nel secolo IV da S. Filippo il Siriaco, da cui prese il nome di S. Filippo di Agira, mantenuto fino al 1862.

E' la patria di Diodoro Siculo, il primo storico che abbia tentato la scrittura di una storia universale (sec. I a.c.). Vanta 31 chiese, di cui 23 ancora tra il parzialmente attive e visitabili, altre in decadenza. In una di queste chiese si trova ora un reperto importante della religione ebraica. Un ARON, Arca Santa: armadio dove vengono conservate le scritture, la Torah. Costruito in pietra è di epoca aragonese con ricca decorazione a motivi floreali. Un reperto di grande rarità, poichè in genere il materiale di cui è composto è il legno. E' posto nella chiesa di San Salvatore, a ridosso del quartiere di Santa Maria dove risiedono le “Case al borgo”.

Un paese in salita, con piazze, luoghi, cortili. Un castello arabo alla sommità del monte, quartieri di origine araba, normanna, saracena e quanti hanno solcato le terre sicule e lasciato testimonianza del loro possesso nonchè della loro cultura.Una stratificazione di popoli e genti, hanno costruito questo paese che sembra strutturato come una tela di Klee o Schiele.
Le luci della sera cambiano e mutano il paesaggio conosciuto, risaltano i luoghi e i volumi, donano un'atmosfera da presepe arabo.